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Finding Ada

Il 16 ottobre a Torino la Giornata internazionale dedicata a Ada Lovelace Byron

Valorizzare le donne nel settore scientifico e tecnologico? «Sì può e si deve perché i loro successi nel campo delle scienze, della tecnologia, dell’ingegneria e della matematica hanno lasciato un segno, contribuendo a quei progressi, di cui spesso non siamo consapevoli, ma che permeano la nostra vita quotidiana». Con quest’idea l’associazione culturale Museo Piemontese dell’Informatica - MuPin” propone il 16 ottobre l’adesione alla Giornata Internazionale Finding ADA dedicata proprio all’eccellenza femminile nei settori scientifico e tecnologico. Nella giornata sono previsti, presso il Comune di Torino, la tavola rotonda “Il ruolo delle donne nel progresso scientifico e tecnologico”, accompagnata da una mostra su Lady Ada, e il lancio di MOBILE EVERYTHING, un contest per giovani programmatrici.

L’Ada Lovelace DAY si celebra in tutto il mondo dal 2009 su iniziativa della giornalista e scrittrice Suw Charman-Anderson che ha legato alla figura della donna riconosciuta come una delle prime menti dell’informatica moderna un’iniziativa di visibilità per i conseguimenti delle donne nei settori scientifico e tecnologico. Ada Lovelace Byron – figlia del più noto Lord Byron - scrive nel 1843 il primo algoritmo al mondo e parla nei suoi articoli scientifici dell’evoluzione dei computer, anticipando i principi organizzativi del calcolo automatico moderno ma, per quanto abbia saputo precorrere i tempi, è tuttora una figura sepolta nella storia. “L’idea di portare alla luce anche in Italia e, in particolare a Torino, la figura pionieristica di Ada Lovelace, ci è parsa di particolare valore – spiega Elia Bellussi presidente del MuPin - per restituire la memoria di una figura di grande ingegno e come invito per le giovani a investire nelle carriere scientifiche e tecnologiche. C’è, inoltre, un legame speciale di Lady Ada con la nostra città: le sue intuizioni, infatti, furono appuntate nell’ambito della traduzione inglese dell’intervento sulla Macchina Analitica presentata dal capitano Luigi Menabrea (futuro primo ministro italiano) al Congresso degli scienziati di Torino del 1840. Lei stessa visitò Torino in due occasioni”.

L’insieme di questi fattori hanno contribuito a lanciare l’iniziativa che ha ottenuto il patrocinio della Città di Torino, del Dipartimento di Informatica dell’Università di Torino, del Politecnico di Torino, della Camera di Commercio di Torino e del suo Comitato per l’imprenditoria femminile, della Consigliera di Parità provinciale, del CSP – Innovazione nell’ICT e delle associazioni Donne e Scienza, Torino Digitale, ITWIIN nonché di alcune realtà produttive torinesi che hanno sostenuto l’iniziativa.

Per la giornata, oltre al tam tam mediatico per focalizzare l’attenzione sull’evento, sarà proposta - ore 17:30, presso la Sala delle Colonne del municipio della Città di Torino - la tavola rotonda dal titolo “Il ruolo delle donne nel progresso scientifico e tecnologico” che presenterà la figura di Lady Ada e affronterà l’argomento con la partecipazione di Cristina Bonino, Anita Calcatelli, Debora Fino, Bice Fubini, Simona Ronchi della Rocca. L’atrio della Sala ospiterà una mostra su Lady Ada Byron e sui progressi delle donne nella scienza.

La giornata sarà l’occasione per presentare “Mobile Everithing” pensato per invogliare le giovani donne ad investire nel campo della scienza e della tecnica. L’idea è quella di un contest di programmazione aperto alla partecipazione di donne - under 35 – per lo sviluppo di un’applicazione per apparati mobili come smartphone e tablet, ovvero, l’hardware del presente e del prossimo futuro e sul quale aziende leader del settore stanno orientando i propri sforzi.

Il contest si chiuderà il 10 dicembre, anniversario della nascita di Lady Ada e giornata scelta per la premiazione da parte di una giuria selezionata tra docenti universitari, giornalisti ed esperti del settore. Le premiate riceveranno oltre a una targa commemorativa un tablet o uno smartphone.

 

PROGRAMMA

TAVOLA ROTONDA

Martedì 16 ottobre 2012 - Ore 17:30 – 20:00

Sala delle Colonne – Palazzo di Città – Piazza Palazzo di Città, 1 - 10122 Torino

Ore 17:30 – ritrovo

Ore 18:00 – saluto delle autorità

Ore 18:10 – presentazione a cura di Elìa Bellussi – presidente Associazione culturale “Museo Piemontese dell’Informatica – MuPIn”

Ore 18:20 – introduzione su Lady Ada e alla tavola rotonda

Ore 18:30 – inizio tavola rotonda: “Il ruolo delle donne nel progresso scientifico e tecnologico”, accompagnata da letture di estratti da brani scritti da Lady Ada.

Ore 20:00 – saluti

Intervengono alla tavola rotonda:

  • Cristina Bonino
  • Anita Calcatelli
  • Debora Fino
  • Bice Fubini
  • Simona Ronchi della Rocca

All’interno dei locali sarà allestita anche una mostra su Lady Ada.

 

CHI È’ ADA LOVELACE

Ada Augusta Byron Lovelace – Londra 1815 – 1852 è figlia di Anne Isabella Milbanke, matematica, e del poeta George Byron, il quale lascerà entrambe, per sempre, poco dopo la sua nascita. Viene instradata dalla madre sin da piccola alla scienza dalla madre, nel timore che percorresse le orme del padre.

Ada riceve lezioni di matematica da Mary Somerville – una scienziata e divulgatrice autrice di libri adottati nelle università e discussi alla Royal Society, istituzioni a cui le donne allora, peraltro, non avevano accesso – e dal 1840 avvia una corrispondenza con il matematico Augustus De Morgan.

Tra il 1842 e il 1843 Ada Lovelace sviluppa un algoritmo per il calcolo dei numeri di Bernoulli che, tradotto in un linguaggio di programmazione, può funzionare su un moderno computer. Ada ha scritto il primo esempio di software pensando alla Macchina Analitica progettata e mai realizzata da Charles Babbage; una calcolatrice meccanica, con l’architettura dei moderni calcolatori elettronici (memoria, unità di calcolo e di controllo, dispositivo di input/output) che sarebbero stati introdotti, per altra strada, solo fra gli anni Trenta e Quaranta del Novecento.

Ada ha intuito, con lucidità, le potenzialità della macchina che ancora non esisteva, e compreso, se non meglio di Babbage in modo diverso, come potesse essere usata per operare non solo con numeri, ma con simboli anche astratti, fossero algebra o musica.

Nel 1953, le note di Ada sulla macchina Analitica di Babbage furono pubblicate riconosciute come la prima descrizione di software per computer. Ada Lovelace con il suo algoritmo e le sue osservazioni anticipa un’era, quella dei programmatori e della tecnologia informatica. Nel 1979 il suo nome è stato dato a un linguaggio di programmazione commissionato dal Pentagono per sostituire gli oltre 400 idiomi diversi in uso nella gestione di banche dati e sistemi d’arma. Nel 1991, presso lo Science Museum di Londra, è stata costruita per la prima volta l’intera macchina di Babbage.

 

LE RELATRICI

CRISTINA BONINO

Cristina Bonino, si laurea in Scienze dell’Informazione nel 1982 ed entra nello stesso anno in una delle maggiori “software house” di quegli anni, Sysdata, dove svolge attività di sviluppo e analisi in ambito Intelligenza Artificiale e Computer Graphics per alcuni clienti operanti in tale settore. Nel 1986 fonda, con 3 soci, la Consoft Sistemi, azienda di servizi informatici e di telecomunicazioni; da quel momento segue lo sviluppo dell’azienda impostando le strategie di crescita sia a livello tecnologico che commerciale, puntando soprattutto sull’introduzione continua nell’offerta dell’azienda delle innovazioni che il settore informatico propone. A tal fine Consoft Sistemi partecipa a progetti di ricerca sia nazionali che europei.

Oggi la Consoft Sistemi ha un fatturato di 22M di Euro, 350 collaboratori, sedi a Torino, Milano, Roma, Genova e Tunisi e controlla altre 5 aziende: Consoft Consulting, CS Domotica, CS_InIT, Consoft Sistemi MEA e Caretek. È Amministratore Delegato dell’azienda dalla sua fondazione e ricopre la stessa carica anche per alcune aziende del gruppo.

ANITA CALCATELLI

Laureata in fisica presso l’Università di Torino, nel 1961, con una tesi su particelle elementari ad alta energia. Dopo la laurea, la prima attività è stata svolta in un’industria privata su modelli di calcolo e progetto di noccioli di reattori nucleari di potenza. Dal 1963 ricercatrice presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche, a Torino, prima presso l’Istituto Dinamometrico Italiano e poi presso l’Istituto di Metrologia G. Colonnetti dove ha svolto ricerche nel campo della fisica dello stato solido applicata ai film sottili, sulle applicazione dell’interferometria laser per misure di piccoli spostamenti, sulla fisica e tecnologia del vuoto e in particolare sulle misure di vuoto, spettrometria di massa e analisi di superficie.

Componente del gruppo donne e scienza di Torino ha partecipato fin dall’origine all’attività del Coordinamento di Bologna ed è socia fin dall’inizio dell’Associazione Donna e Scienza.

DEBORA FINO

Laureata in Ingegneria Chimica presso il Politecnico di Torino nel 1999 e abilitata alla professione di ingegnere, ha svolto il Dottorato di Ricerca in Ingegneria Chimica (XV ciclo) sullo sviluppo di tecnologie per l’abbattimento catalitico del particolato Diesel, tesi che nel Novembre del 2004 ha vinto il “PREMIO ITALGAS – DEBUTTO NELLA RICERCA” (XVII edizione). Negli anni 2002-2010 ha svolto la sua attività in qualità di Ricercatore Universitario di Impianti Chimici nella medesima Sede. Dal Gennaio 2011 opera nel Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria Chimica come Professore Associato dove è titolare di alcuni corsi.

Nel 2007 ha vinto il PREMIO SAPIO per LA RICERCA ITALIANA (IX Edizione) per i risultati ottenuti nella ricerca “Nanoparticelle secondarie da filtri per la rimozione del particolato Diesel ed in altri contesti applicativi”.

Dall’Aprile 2009 è stata eletta nel Comitato Scientifico dell’Istituto Italiano di Combustione. Vincitrice nel Giugno 2010 del premio ITWIIN – premio speciale per la comunicazione DISTI (distretto dell’Informazione Scientifica e Tecnologica per l’innovazione) in considerazione dell’efficacia nella presentazione di potenziali ricadute sociali ed economiche di progetti scientifici.

BICE FUBINI

Bice Fubini insegna Chimica Generale ed Inorganica presso la Facoltà di Farmacia dell’Università di Torino e svolge attualmente ricerche sulle basi chimiche della patogenicità del particolato inalato presso il Dipartimento di Chimica.

Ha pubblicato più di 200 tra lavori scientifici originali e di review ed è stata invitata a tenere conferenze in Europa, USA, Giappone e Sudafrica presso Università ed enti di ricerca ed a far parte di working groups per agenzie di ricerca (JRC-ECVAM EU; IARC Lione; EPA USA). È direttore del Centro Interdipartimentale “G.Scansetti” per lo Studio degli Amianti e di altri Particolati Nocivi dell’Università di Torino, che ha contributo a costituire. È stata membro della commissione di Bioetica dell’Ateneo. Si è sempre interessata al ruolo delle donne nella società ed in particolare nella scienza. In seguito al movimento femminista degli anni ’70, cui ha attivamente partecipato, ha contribuito a costituire a Torino (1979) un gruppo informale “Donne e Scienza”, tuttora attivo.

SIMONA RONCHI DELLA ROCCA

E’ professore ordinario di Informatica presso l’Università di Torino, dipartimento di Informatica, dal 1987. Insegna ”Metodi Formali dell’Informatica II” e ”Complementi di Logica” presso il corso di laurea magistrale in Informatica dell’Università di Torino. È membro di alcune istituzioni scientifiche nazionali e internazionali, tra cui l’Accademia delle Scienze di Torino e il comitato scientifico dell’EACSL (European Association of Computer Science Logic). È editore della rivista TOCL (ACM Transactions on Computational Logic). I suoi interessi di ricerca sono nell’ambito della semantica formale dei linguaggi di programmazione e della complessità implicita: su questi temi ha pubblicato una monografia, più di 70 articoli su riviste internazionali, e ha curato come editor alcuni numeri speciali di riviste internazionali. Si interessa anche di divulgazione scientifica, e fa parte del consiglio delle responsabili dell’associazione ”Donne e Scienza”.

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