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Organismi autotrofi ed eterotrofi PDF Stampa E-mail
Scritto da Prof. Lombardo   
Martedì 25 Marzo 2008 20:06
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Che cosa significa autotrofo? Ed eterotrofo?
Una prima distinzione può essere fatta in base al fabbisogno nutritivo degli organismi.
Gli organismi autotrofi sono in grado di vivere in ambienti in cui sono presenti semplici composti inorganici; essi riescono a sintetizzare le molecole biologiche di cui hanno bisogno utilizzando come fonte di carbonio il biossido di carbonio e come fonte di azoto l'ammoniaca o altri composti inorganici azotati. Per essi, quindi, la presenza o meno di altri organismi, come pure di molecole organiche di origine esogena, non è necessaria.
Gli organismi eterotrofi hanno invece bisogno, dal punto di vista nutrizionale, di composti organici. Inoltre essi da tali molecole ricavano, dopo la digestione e la successiva demolizione di tali composti, anche l'energia necessaria alla loro sopravvivenza.
girasoli
Le piante sono organismi autotrofi
Si può quindi affermare che gli organismi eterotrofi dipendono dagli organismi autotrofi.

Una seconda distinzione è possibile se si prende in considerazione il fabbisogno energetico degli organismi.
Alcuni vengono detti fototrofi se utilizzano l'energia fornita dalla luce del Sole; chemiotrofi se utilizzano l'energia chimica contenuta nei legami delle molecole.
Combinando insieme i concetti si possono individuare così quattro categorie:
  • organismi fotoautotrofi, utilizzano sostanze inorganiche come base per la sintesi di molecole organiche e la luce come fonte di energia (ad esempio le piante, le alghe e alcuni batteri);
  • organismi chemioautotrofi, utilizzano sostanze inorganiche sia come base per la sintesi di molecole organiche sia come fonte di energia (ad esempio nitrobatteri, ferrobatteri, nitrosobatteri);
  • organismi fotoeterotrofi, utilizzano sostanze organiche come base per la sintesi di altre molecole organiche e la luce come fonte di energia (ad esempio alcuni batteri);
  • organismi chemioeterotrofi, utilizzano sostanze organiche e inorganiche sia come materiali di sintesi sia per ricavare energia (ad esempio animali, protozoi, funghi e batteri).
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Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Febbraio 2011 16:00
 

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