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Per "moto di rivoluzione" viene definito il movimento che la Terra compie intorno al Sole. La durata di questo moto è di 365 giorni (anno sidereo).

Prove del moto di rivoluzione

Per analogia con gli altri pianeti

Per la periodicità annua di alcuni gruppi di stelle cadenti: i meteoroidi sono dei frammenti di rocce che a contatto con l’atmosfera terrestre si riscaldano, rendendosi visibili dalla Terra. Questi sciami meteorici avvengono in maniera regolare; a provocarli sono le comete, “palle di neve sporca”, formate da ghiaccio secco e da materiali rocciosi. Le comete, quando si avvicinano al Sole, cominciano a sublimare (passano dallo stato solido a quello aeriforme), si sviluppa così, intorno al nucleo un alone rarefatto e luminoso (chioma) e successivamente, a causa della pressione delle radiazioni del Sole e soprattutto dal vento solare, si forma la coda, un velo brillante, provocato dalla sublimazione dei materiali stessi o da materiale ionizzato. Le comete seminano, quindi, al loro passaggio dei materiali (costituendo degli sciami meteorici), visibili quando la Terra passa in prossimità di queste zone.

Per l’aberrazione della luce stellare

Un astronomo, Bradley, si accorse che se voleva osservare una stella l’inclinazione del telescopio doveva essere più pronunciata verso la direzione del moto di rivoluzione. Questo perché la luce della stella, prima di arrivare all’asse ottico del telescopio, impiega un certo periodo di tempo, durante il quale anche la Terra si muove, determinando un cambiamento dell punto dell’orbita rispetto a quello suo iniziale.

Inclinazione dell'asse terrestre

L’asse terrestre non è perpendicolare al piano dell’orbita ma è inclinato rispetto ad esso di 23°27’ Questa inclinazione influisce, inoltre, sull’angolazione con la quale i raggi solari arrivano sulla Terra: se l’asse terrestre fosse perpendicolare al piano dell’orbita la durata del dì e della notte sarebbe la stessa per tutto l’anno.

Invece, ciò accade solo in corrispondenza di due particolari momenti che prendono il nome di equinozi (21 marzo e 23 settembre). Durante gli equinozi la traiettoria percorsa dal Sole (eclittica) attraversa l’Equatore e i raggi solari sono allo Zenit dell’Equatore.

Mentre, abbiamo la massima elevazione del Sole a nord e a sud dell' Equatore in corrispondenza dei solstizi (21 giugno e 22 dicembre), quando i raggi solari sono perpendicolari a due paralleli di latitudine 23°27’ Nord (Tropico del Cancro) e 23°27’ Sud (Tropico del Capricorno).

eclittica

Durante il solstizio estivo i raggi solari arrivano perpendicolari al Tropico del Cancro, ciò determina che: nell'emisfero settentrionale le ore di luce sono maggiori rispetto a quelle di buio, mentre nell'emisfero meridionale la durata del dì è minore; ed inoltre, la calotta polare artica rimane sempre illuminata durante il moto di rotazione, mentre quella antartica è al buio. Invece, durante il solstizio invernale, quando i raggi solari sono perpendicolari al Tropico del Capricorno, abbiamo il maggior numero di ore di luce nell'emisfero meridionale e l'inverso nell'emisfero settentrionale; la calotta polare antartica è illuminata, mentre quella artica rimane al buio.

L’alternarsi del giorno e della notte e l’inclinazione dei raggi solari determinano una variazione delle condizioni di illuminazione nei quattro momenti elencati prima (2 equinozi e 2 solstizi). Ci saranno periodi più caldi e più freddi: da questo dipende l’alternarsi delle stagioni.

  • stagioni astronomiche: periodo di tempo compreso tra un equinozio e il successivo solstizio.
  • stagioni meteorologiche: cominciano con il primo giorno del mese in cui cade il solstizio o l’equinozio.

ritmo_delle_stagioni

 

La superficie terrestre è caratterizzata da condizioni diverse di riscaldamento a causa delle loro condizioni di illuminazione e di inclinazione dei raggi solari:

  • la zona torrida (o intertropicale), compresa tra i due tropici e divisa in due parti dall’Equatore;
  • la zona temperata boreale, compresa tra il Tropico del Cancro e il Circolo polare artico;
  • la zona temperata australe, compresa tra il Tropico del Capricorno e il Circolo polare antartico;
  • la calotta polare artica, che si estende dal Circolo polare artico fino al Polo nord;
  • la calotta polare antartica, che si estende dal Circolo polare antartico fino al Polo sud.
  1. zona intertropicale (torrida) : è soggetta ad un elevato riscaldamento e la differenza di temperatura è poca.
  2. zone temperate : il riscaldamento varia durante l’anno, le stagioni sono accentuate.
  3. zone polari : a causa dell’inclinazione obliqua dei raggi solari non è presente un’elevata differenza di temperatura.
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