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Il 9 maggio di quest'anno, un gruppo di ragazzi della classe 3a A del nostro istituto, si è recata all'Università Politecnica delle Marche per partecipare ad un convegno sulle cellule staminali. Questo che segue è il loro reportage.

L’argomento è stato trattato principalmente attraverso due punti di vista: scientifico e bioetico. Il primo intervento è stato della professoressa Elena Cattaneo (Professore Ordinario presso l’Università degli Studi di Milano, Facoltà di Farmacia), che ha sottolineato come la ricerca sulle cellule staminali fino a poco tempo fa fosse “argomento di nicchia”, poco conosciuto.

FATTI

La professoressa, partendo dalla constatazione che le cellule staminali sono cellule che si dividono e sanno specializzarsi, ha sottolineato come le malattie ad oggi curabili con le staminali siano tre (ustioni a pelle e cornea e leucemie) e per molte altre queste cellule rappresenteranno solo “una strada per la cura, non la strada”. Le caratteristiche delle cellule staminali possono variare durante il trasporto in laboratorio dopo essere state prelevate dall’ organismo e questo rende il loro studio ancora più complesso. Ne esistono tre tipologie :

staminali adulte: quasi ogni tessuto possiede staminali specializzate che generano le cellule del tessuto (staminali multipotenti). Esse sono presenti

  • nel midollo dove generano quelle del sangue (staminali ematopoietiche)
  • nella pelle dove generano altre cellule di questo tessuto, vista la necessità di un ricambio veloce, dato che ne muoiono 30.000 al minuto
  • nel cervello, dove sono poco performanti (nell’ ippocampo e nell‘area subventricolare)
  • nella cornea,
  • nei muscoli
  • nell’ intestino

• le staminali embrionali si ottengono dalle blastocisti soprannumerarie in seguito alla fecondazione in vitro. Queste cellule sono pluripotenti : si sta studiando la generazione di neuroni utili alla cura di malattie neurologiche attraverso questa tipologia di cellule.

• staminali pluripotenti indotte (cellule adulte modificate geneticamente e rese pluripotenti).

PROMESSE

La scienza non è in grado di farne.

 

RISCHI

Si focalizza l’attenzione sul caso Stamina. Viene presentata una cronologia degli eventi ad esso correlati:

• 2007: comincia la sperimentazione a San Marino ed i NAS iniziano ad indagare

• ottobre 2011: il protocollo Stamina si applica in un ospedale pubblico

• maggio 2012: NAS e AIFA bloccano tutto • agosto 2012: intervengono i tribunali, alcuni dicono si alla cura che “non c’è”

• marzo 2013: decreto Galduzzi, “cura” a tutti coloro che avevano già iniziato il processo (13 persone)

 

ASPETTO BIOETICO

É intervenuto padre Gonzalo Miranda (Decano della Facoltà di Bioetica, Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma), sottolineando l’importanza di quattro istanze etiche:

• rispetto della vita: è corretto utilizzare e distruggere embrioni per ottenere cellule staminali ?

• informazione medica

• intervento terapeutico

• giustizia pubblica

Esiste un dilemma ed un conflitto sociale attraverso due punti di vista: gli embrioni sono un sistema umano vivente ed unico oppure un accumulo di cellule? Secondo padre Gonzalo un nuovo individuo comincia ad esistere dal momento della fecondazione per cui non è eticamente corretto estrarre cellule staminali da un embrione, ma solamente da individui adulti, che forniscono CSA (cellule staminali adulte) multipotenti. Le potenzialità delle CSA, secondo il relatore, sono:

• la possibilità di riprodursi in vitro

• l’esistenza in numerosi tessuti

• la grande capacità e flessibilità di adattamento

• la loro capacità di riparare

Il relatore conclude il suo discorso sottolineando l’importanza dello studio delle cellule staminali adulte e a supporto della sua tesi riporta un dato significativo: 4327 sono attualmente gli studi pubblicati in tutto il mondo in merito a questa tipologia di ricerca. Il futuro della medicina è fortemente legato alle cellule staminali.

 

Hanno partecipato Marta Bolognini, Giada Falcetelli, Salsabil Jahan Umma, Claudia Molinelli, Alessandro Ruggeri, Giorgia Trignani 

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