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Estrazione dei pigmenti fotosintetici e loro separazione

pigmenti

Materiale occorrente

  • alcune foglie di spinaci
  • alcool etilico (se non avete quello per uso laboratorio va bene anche quello per i dolci, a 95°)
  • un recipiente di vetro con coperchio a vite
  • piastra termica elettrica (non usare fiamme libere!)
  • un contenitore per fare il bagnomaria

Tempo richiesto: 2 ore

Procedimento dell'esperimento per l'estrazione di pigmenti fotosintetici

Le foglie, ben lavate e asciutte, vanno sminuzzate con le forbici e messe nel contenitore di vetro in cui è stato versato dell’alcool e coperte con un foglio di alluminio o con un coperchio che faccia passare pochissima aria.
La clorofilla si scioglie in alcool e lo colora di verde. Questo processo avviene lentamente a temperatura ambiente, molto rapidamente a caldo, quindi è meglio mettere il barattolo a bagnomaria.
Si ottiene una soluzione limpida, di colore verde scuro per trasparenza, rossastra a luce riflessa. In realtà questa soluzione contiene una miscela di pigmenti presenti in quantità variabile. Questi diventano visibili quando la foglia ingiallisce, dopo aver perso la clorofilla.

Separazione cromatografica dei pigmenti

Materiale occorrente

  • estratto grezzo di pigmenti in alcool
  • carta da filtro (ho usato con profitto anche del cartoncino ruvido da disegno)
  • barattoli di vetro con coperchio a vite
  • contagocce
  • acetone
  • benzina pura o etere di petrolio

Procedimento

Tagliare la carta da filtro in rettangoli la cui altezza sia di poco inferiore a quella dei barattoli e la cui base sia di poco inferiore al diametro dei barattoli; tracciare con la matita una riga parallela alla base dei rettangoli di carta a circa due centimetri di altezza. Mettere sulla linea una piccola goccia dell’estratto e fare asciugare, aggiungere allo stesso punto via via altre gocce facendo asciugare ogni volta.
Mettere sul fondo del barattolo un po’ di miscela solvente (benzina-acetone 8:2), tanto da bagnare il margine inferiore del cilindro di carta, ma senza raggiungere al riga dove si trova la macchia. Mettere il cartoncino nel barattolo, chiudere quest’ultimo e lasciare che per capillarità il solvente salga lungo la carta. Quando il solvente sta per raggiungere il bordo superiore della carta, estrarre il cilindro e lasciarlo asciugare.

Risultati

la macchia originaria si separa durante la migrazione del solvente in macchie di diverso colore. Si
potranno riconoscere:

  • giallo arancio: carotenoidi
  • giallo limone: xantofille
  • verde: clorofilla a
  • verde giallastro: clorofilla b
  • grigiastro: pigmenti derivanti dalla decomposizione delle clorofille

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