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“Quando i principi dell’evoluzione saranno accettati da tutti...
le discussioni tra chi sostiene l’esistenza di sottospecie o razze morranno di una morte silenziosa cui nessuno farà caso”.

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Scienze a scuola
Orogenesi e dorsali oceaniche PDF Stampa E-mail
Scritto da Prof. Lombardo   
Mercoledì 18 Luglio 2012 07:48

Orogenesi

L’orogenesi è l’insieme degli eventi geologici che conduce alla formazione di una catena montuosa. Essa è originata dalla convergenza di due placche che può portare alla formazione di un sistema arco-fossa (orogeni arco-fossa) oppure ad un orogeno di collisione.

Come esempio del primo caso di solito indico, a lezione, la Cordigliera delle Ande, dove il margine occidentale del continente sudamericano diventa attivo e si muove nel verso opposto a quello della crosta oceanica. I sedimenti della piattaforma continentale e del margine continentale cominciano a corrugarsi. Si verifica successivamente la subduzione della crosta oceanica, più fredda e densa, che forma quindi una fossa oceanica: in essa si accumulano i sedimenti derivanti dalle due croste che, trascinati nel continuo movimento, formano dei prismi (prismi sedimentari di accrezione). La crosta oceanica, sprofondando, perde l’acqua contenuta nei minerali che la costituiscono e nei sedimenti che la ricoprono; ciò provoca la sua fusione parziale la quale libera dei magmi andesitici e basaltici. Questi magmi protrudono dalla crosta continentale e formano delle catene lineari di vulcani; il materiale della crosta continentale fonde anch’esso, genera dei magmi acidi che a loro volta, per raffreddamento, formano dei batoliti granitici. I vulcani e i batoliti formano il cosiddetto arco magmatico. I batoliti rendono la crosta più spessa: ciò provoca la spinta verso l’alto dell’arco dovuta alla isostasia e quindi esso può innalzarsi anche per molti kilometri.

Può anche verificarsi la collisione di due placche oceaniche; in questo caso una delle due placche sprofonda sotto l’altra e si forma una fossa oceanica. L’enorme quantità di magma che si genera dalla zona di subduzione fuoriesce dal fondale e genera spesso una catena di vulcani che costeggiano la fossa: si è formato un arco vulcanico insulare.

Come esempio di orogeno da collisione continentale utilizzo la catena himalayana, formatasi in seguito alla collisione della placca eurasiatica con la placca indiana. Il movimento relativo delle placche è convergente come nel primo caso, solo che stavolta collidono due placche continentali. Si stima che la catena abbia cominciato a svilupparsi circa cinquantacinque milioni di anni fa. Dato che i margini di placca sono dello stesso materiale e quindi hanno la stessa densità, tendono ad accartocciarsi e ad aumentare di spessore, portando quindi alla formazione di una catena montuosa.

La dorsale oceanica

Un modo semplice per immaginare una dorsale oceanica potrebbe essere quello di considerarla una immensa catena montuosa sottomarina (si stima che sia lunga più di ottantamila kilometri) costituita principalmente da basalto, che si estende senza soluzione di continuità in tutto il globo. In alcuni punti è larga anche 1500 kilometri e si trova ad una profondità media di 3 kilometri. La superficie complessiva rappresenta il 20 % della superficie terrestre: rappresenta quindi una delle strutture naturali più maestose mai apparse sulla Terra. C’è solo un problema: non le possiamo vedere o meglio, è molto difficile poterle riprendere e studiarle come si fa con le catene montuose subaeree. Pensate che le dorsali erano state mappate dai sommergibili mediante gli ecoscandagli già nella seconda guerra mondiale ma per ovvie ragioni queste mappe erano coperte dal segreto militare.

Quella forse più studiata è la dorsale del medio Atlantico. La sua peculiarità è la presenza, nella parte centrale di una specie di solco, che in realtà è una rift valley, che ha una larghezza di qualche kilometro ed è profonda uno - due kilometri. Il basalto fuso fuoriesce dai fianchi di questa rift valley e forma nuova crosta oceanica che spinge quella più antica in direzioni opposte. Questa crosta neoformata è più calda, meno densa e più leggera e quindi “galleggia”. Quella più antica, mano a mano si raffredda, si assottiglia e diventa più pesante: di conseguenza tende a sprofondare molto lentamente.

Al centro della dorsale il flusso termico è molto più elevato rispetto ai valori medi terrestri; ciò è dovuto alla risalita del magma dall’astenosfera che fuoriesce sottoforma di lava basaltica a cuscini. Si verificano anche dei terremoti di lieve entità, dovuti alla rottura della crosta oceanica mano a mano che le due placche divergenti si allontanano. Alcune parti di crosta in posizione centrale sprofondano e formano la rift valley. La rift valley è anche attraversata trasversalmente da lunghe fratture dette faglie trasformi. Perché si sviluppano? Una recente teoria[1] afferma che la causa possa essere attribuita alla instabilità dinamica termomeccanica propria dei margini di placca. La crescita asimmetrica di segmenti di dorsale porterebbe dapprima ad un incurvamento e successivamente allo sviluppo, nel giro di qualche milione di anni, di una faglia trasforme. Alcune faglie trasformi portano ad una dislocazione della dorsale di meno di un kilometro mentre altre “spostano” la dorsale anche di centinaia di kilometri.

 


[1] Taras Gerya “Dynamical Instability Produces Transform Faults at Mid-Ocean Ridges” - Science 27 August 2010: Vol. 329 no. 5995 pp. 1047-1050  DOI: 10.1126/science.1191349

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 18 Luglio 2012 07:54
 
ESP: Electronic Scholarly Publishing PDF Stampa E-mail
Scritto da Prof. Lombardo   
Giovedì 31 Maggio 2012 18:15

Immaginate per un istante di aver bisogno, mentre state studiando, di consultare direttamente le fonti alle quali il vostro testo fa riferimento e, con un click del mouse, di riuscire ad accedere ad un'intera biblioteca, ben fornita come lo era (ahimè) quella di Alessandria d'Egitto. Sto decisamente esagerando ma il sito di cui sto parlando costituisce una vera miniera d'oro per tutti coloro che vogliono approfondire aspetti particolari del programma riferendosi direttamente alle parole "vive" degli scienziati, senza alcuna mediazione. Il sito si chiama ESP e non ha nulla a che vedere con i fenomeni paranormali: è l'acronimo per Electronic Scholarly Publishing, una raccolta di documenti scientifici in formato elettronico curata dal dott. Robert J. Robbins.

La home page di ESP

Si trattano in particolar modo argomenti inerenti la storia della scienza, la genetica e la ricerca nel campo della genomica. Particolarmente interessante è la sezione Digital Books, dove è possibile effettuare una ricerca per titolo, per autore e per data di pubblicazione. Mi direte "ma è in inglese!": lo so, che vi devo dire, purtroppo gran parte del materiale interessante è in questa lingua. Forse è il caso di impararla bene, che ne dite? ;)

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Ultimo aggiornamento Venerdì 01 Giugno 2012 17:45
 
La scienza condivisa in rete: un nuovo modo di studiare PDF Stampa E-mail
Scritto da Marina Pescarmona   
Venerdì 18 Maggio 2012 16:32

Si propone un lavoro per due classi gemellate, di scuole diverse, che consiste nell'affrontare lo studio della biologia cercando materiale su internet per poi realizzare una video-lezione. Esempi di video-lezione sono quelli realizzati da me sul canale YouTube:

http://www.youtube.com/user/profpesca?feature=guide

I punti fondanti del progetto possono essere riassunti nei seguenti punti:

  • Studio partecipato e non passivo
  • Studio creativo e più interessante
  • Apprendimento di competenze informatiche
  • Progettualità
  • Risultati su YouTube

Esempio: la sistematica animale

Questa parte della biologia ha particolare bisogno di essere integrata con strumenti di apprendimento diversi dal manuale. Si propone il seguente schema operativo:

Studio trasversale e non verticale. Ad esempio: il sistema digerente nei principali phyla animali.

  1. Prima fase: apertura di un gruppo Facebook per mezzo del quale comunicare e interagire;
  2. Seconda fase: ricerca del materiale su internet. Tutti gli alunni partecipano a questa fase cercando belle immagini e testi chiari e interessanti. Il mondo animale è molto vario ed è pieno di curiosità e aspetti interessanti, è su questo che dobbiamo puntare. Twitter è un formidabile strumento di ricerca;
  3. Terza fase:  Una coppia di ragazzi assemblano il materiale: un Power Point con le immagini e un testo in Word, poi si procede alla registrazione di un audio video (si legge il testo scritto man mano che scorrono le immagini);
  4. Quarta fase: Inserimento del video, solo se ben fatto, sulla pagina Facebook e su un apposito canale YouTube;
  5. Quinta fase: Progettare una visita a musei o zoo con le due classi gemellate

Per contattarmi potete utilizzare il seguente indirizzo email: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 

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Ultimo aggiornamento Venerdì 18 Maggio 2012 16:58
 
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