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L'ago avvelenato: breve storia sulla scoperta di una sostanza tossica |
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Scritto da Prof. Lombardo
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domenica 18 aprile 2010 |
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Spesso in un corso di chimica, quando si trattano le metodiche di separazione dei componenti di un miscuglio eterogeneo o omogeneo, gli studenti tendono a sottovalutare l'importanza che tali metodi rivestono nella vita quotidiana. Basti pensare alla centrifuga della lavatrice, che ci permette di far asciugare molto più rapidamente la nostra biancheria, alle vasche di decantazione degli impianti di depurazione delle acque, alle saline oppure al caffè decaffeinato. Ancora più raramente si pensa all'importanza dei metodi di separazione nella preparazione di un campione da sottoporre ad analisi chimica; complici di questa superficialità i vari film o telefilm che ci propinano in tv, dove il protagonista di turno preleva qualcosa dalla scena del crimine, la mette tal quale in una misteriosa apparecchiatura e, quasi per magia, dopo pochi secondi arriva il responso.
Qui di seguito propongo, a studenti o a colleghi docenti, una breve presentazione, tratta da un articolo reperito in Internet, che permette di comprendere immediatamente l'importanza dei metodi fisici e chimici di separazione nel campo della ricerca scientifica. Ho utilizzato il titolo scelto dall'autore, perché mi piace molto ed anche perché il merito è tutto suo: l'ago avvelenato. Se volete approfondire l'argomento e se conoscete bene l'inglese, leggete l'articolo originale (il link lo trovate nella prima pagina della presentazione). Buona lettura.
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Ultimo aggiornamento ( sabato 24 aprile 2010 )
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Distillazione semplice e frazionata di una miscela acqua-acetone |
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Scritto da Prof. Lombardo
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giovedì 15 aprile 2010 |
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Si prepara per tutta la classe una miscela acqua-acetone nella misura 70% acqua e 30% acetone. Si misura la densità della miscela con un densimetro con range 0,900-1,000 g/cm3 e si annota il valore. Si procede poi in parallelo con la distillazione semplice (metà classe) e quella frazionata con il Vigreux (altra metà classe).
Quando la temperatura dei vapori si attesta intorno a 58-60 °C si comincia ad avere il distillato che va raccolto. Quando la temperatura tenderà a salire si termina la distillazione e viene determinata la densità del distillato1 (i liquidi ottenuti mediante distillazione semplice e frazionata vanno tenuti separati). Si ottengono così due serie di valori: si costruisce poi un grafico con ascissa C % (m/m) di acetone e l’ordinata recante i valori di densità della miscela ottenute a varie C %.
Una volta ottenuta l’equazione della retta (mediante un foglio elettronico si può effettuare con facilità la regressione lineare), si calcola la percentuale di acetone presente nella miscela distillata, confrontando l'efficienza dei due metodi utilizzati.
Esempio:

1Se il volume del distillato non è sufficiente per effettuare misure con il densimetro si può pesare un volume noto di liquido (ad esempio con un matraccio tarato da 50 mL); la densità sarà calcolata facendo il rapporto tra massa e volume.
Scarica il pdf della prova di laboratorio.
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Ultimo aggiornamento ( giovedì 15 aprile 2010 )
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Unità fisiche di concentrazione |
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Scritto da Prof. Lombardo
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lunedì 12 aprile 2010 |
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In questa lezione studieremo come vengono espresse alcune unità fisiche di concentrazione. In particolare vedremo:
- percento in peso
- percento in volume
- percento massa/volume
- parti per milione
- parti per miliardo
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 12 aprile 2010 )
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